Ci sono delle cose (moltissime) che non so fare, eppure devo fare finta di saperle fare.
Qualcuno crede che io sappia come faccio il caffè?
Neanche per sogno.
So solo che a un certo punto qualcuno mi prende tra le sue mani, mi apre in due, mi sciacqua un po’ con l’acqua e ci ficca dentro la moka. Poi mi mettono in piedi, sopra un bel caldino. E io sto lì. E aspetto.
Davvero non so come sia possibile. A un tratto è come se avessi una pancia e questa pancia ribolle di un calore pazzesco e io non posso fare altro che lasciarmi andare, tutte le volte. Tutti i giorni così. Arriva un calore fortissimo che mi fa venire voglia di esplodere, e SBRANG! Mi sale fino al cervello. Allora poi, piano piano, lemme lemme, sento un filino di liquidino che mi esce dai pensieri e si raccoglie tutto sotto. Sottile, piccolino, non se ne accorge mai nessuno, mi vedono sempre vuoto, e poi TRAC! mi guardano dentro e è tutto bello che uscito.
Una cosa però la so. Sono i miei pensieri quelli. Non vedo altra spiegazione.
Mi chiedo spesso come mai la ragazza che ogni giorno mi tiene in mano non ci sia ancora arrivata.
Si alza al mattino, zero pensieri. Prepara il caffè, lo beve, pensiero.
Non è lampante, evidente, palese, chiaro, ovvio? dico io.
Povera caffettiera, quell’aroma che sprigiona è talmente buono che viene persino impossibile che a pensarlo sia un oggetto di metallo.
Ogni oggetto, sì, ogni piccolo oggetto della nostra vita ha un’anima.
Sorprendente!
bellissimo blog, io amo la caffettiera
Povera caffettiera, quell’aroma che sprigiona è talmente buono che viene persino impossibile che a pensarlo sia un oggetto di metallo.
Ogni oggetto, sì, ogni piccolo oggetto della nostra vita ha un’anima.
Sorprendente!