Depliant, granchi, tappetini e dignità

8 dicembre 2011

Vorrei dire due tre cose a caso (avevo scritto, a casa, questo lapsus arriva giusto giusto per cominciare), perché la prima di queste cose è una domanda che mi è venuta così: perché quando prendo in mano il depliant per ordinare una pizza, invece che cominciare a leggere la prima e andare per ordine, guardo a caso su e giù e poi mi fermo sempre sulla prima che leggo?
Poi volevo dire che l’altro giorno mi sono fermata su un’altra cosa, una parola, che è sgranchirsi, e mi è sembrata super buffa, sgranchirsi, molto simpatica, allora a un tratto ho pensato che sarebbe stato davvero molto carino andarla a trovare a casa, e così l’ho fatto, ci sono andata. E indovinate chi ci ho trovato? Pensate un po’! Ho suonato e si è aperta la porta ma non c’era nessuno, e invece poi no, un secondo dopo guardo per terra e vedo un piccolo granchio che si sgranchiva continuamente su e giù sul suo tappetino come un atleta che si prepara alla corsa. Con lui c’era anche un signore vestito tutto di nero che si alzava dal computer e si sgranchiva le gambe e poi si risedeva a computer e poi si rialzava da computer e diceva: Aaah, ora mi sgranchisco un po’ le gambe e poi si risedeva.

Allora visto che non avevo più tempo e dovevo andare via, anche se stavo così bene da loro, ho pensato: perché intanto che vado al lavoro non passo a trovare gli imbacuccati? E così ho saluto il signore e il piccolo granchio sul suo tappetino sgranchiente e sono uscita. Poi niente, ho girato l’angolo e ho pensato a un sacco di case, quelle dei soqquadro, dei rimboccarsi le coperte, degli affastellati, e non sapevo più quale scegliere e così sono andata a lavorare.

E fine, cosa volevo dire ancora? Ah ecco ora mi ricordo, era la terza cosa che volevo dire ma non so se ci riuscirò: ci provo. Vorrei parlare di una cosa che riguarda una frazione di secondo, un momento, un attimo in cui un secondo prima siamo delle persone tranquille che parliamo con i nostri amici a una festa, e poi, il secondo dopo, stiamo cantando appassionatamente a squarciagola: Quando sei qui con me, questa stanza non ha più pareti, ma alberi.. Cioè, tre secondi prima, uno non ci penserebbe mai a cantare e poi, tre secondi dopo, tutti insieme si canta, perdendo, come direbbe una mia amica, la dignità, oppure, come direbbe un mio amico, come se non ci fosse un domani.

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