sconquassi annali e fumate sui balconi

14 dicembre 2011

è una roba che non mi fa dire niente
che mi sconquassa
e mi fa chiedere, ma io chi sono?
chi è questa qui che parla?
perché non si dispera?
dove siete andati roditori?
io ero piena di roditori che mangiavano le gambe
e ora le gambe sono lì e niente segatura per terra
e io mi metto qua a scrivere cose che non so
il cielo
e poi,
insieme visitate la notte
piuttosto un santo, a piedi nudi,
e già lo sa-a-a-i-i-i
e poi,
tu si na malafemmena,
fe-e-e-e-mmena, tu si-i-i-i
e poi niente,
per strada è periodo che vedo degli uomini,
fumano sui balconi,
ho pensato che fumano e pensano le stesse cose
chissà che cose
ma secondo me fumano le stesse cose, gli stessi pensieri
chissà quali sono,
tutti di sera, tutti col buio,
escono in balcone e fumano le stesse cose.
lo stesso petto su, nel maglione, e il braccio giù
e la mano alla bocca,

guardano e non guardano
la mano nella stasca e l’altra nella bocca
dicono così, sto al mondo e fumo una cosa.
e poi ci sono gli annali
delle cose da annali di storia
della storia mia,
ma mi sconquasso, è meglio lasciar stare.
ieri, stare a guardare delle bambine che giocavano col lego,
e a sentirsi disidratati, non sapere più come si fa a stare lì.
e così vado a preparare la cena con la mia amica,
e poi parliamo delle impossibilità,
non è possibile, non è possibile e la mano va sulla fronte
e la testa si gira da una parte all’altra come in un incubo
e allora le dico,
a ben donde!
e lei mi fa,
a ben donde?
e io,
a ben donde!
e lei,
a ben donde!

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