Allora è così: ti addormenti distrutta sul letto a mezzanotte, vestita, con la luce accesa, le scarpe, la candela che fa le ombre e i profumi, lo stendino da svuotare, il computer ronza sopra le coperte, i piatti da mangiare in cucina, la luna piena, la finestra aperta, ti svegli all’improvviso, guardi l’ora, le cinque, ti svesti, metti il sotto del pigiama, spegni il pc, chiudi la finestra, metti il sopra del pigiama, sposti lo stendino, spegni la candela, come un automa vai in bagno, ti ficchi lo spazzolino in bocca, ti guardi di traverso nello specchio, giusto per dire, ah sei tu, e poi fai la pipì, tiri l’acqua, dai un occhio alla spia della caldaia, la caldaia da stamattina non parte più, niente più acqua calda, la spia è spenta, accendi e spegni, non va niente, togli la spina, rimetti la spina, niente, accendi, niente, spengi e accendi niente, aspetti un po’, niente, poi te ne vai, pensi come farò, come diavolo farò, se si rompe come farò, farò senza?, e come si fa senza, forse è meglio se dormo, ti dici, dormi che ti fa bene, dormi, almeno quello lo sai fare, e ti viene bene, grazie al cielo che poi crolli come in un coma, dormi per favore, dormi e non sentire più, e poi ti rigiri nel letto, non senti più il braccio, mi fa male il braccio dici, lo muovi, e poi pensi, io mi schiaccio è per questo che si addormenta e così ti stendi dritta, come un tronco, e ti lasci dormire, e senti il braccio che si gonfia di nuovo, allora c’è speranza, c’è da sperare di meglio per te, e per tutti, forse, ti alzi da letto vai a fare la pipì, ti ricade l’occhio sulla spia, ora è accesa, è accesa per dio, hai visto?, c’è speranza, forse, c’è speranza, forse qualcuno ti aiuterà, forse non è tutto finito, o forse sì, si ricomincia, o forse no, chi lo sa, si finisce, la spia è accesa, vai al lavandino, lasci scorrere l’acqua, il lavandino si riempie e diventa una bacinella come sempre, va tutto bene come sempre, è otturato come sempre, tieni un dito sotto, c’è l’acqua, esce un filo tiepido, c’è speranza nel tiepido ti dici, c’è speranza, ce la posso fare, ti dici, ce l’ha fatta la caldaia, ce la faccio anche io. Allora vai a farti il caffè, lo metti su, e vai allo stendino, tiri via i vestiti, pieghi nel silenzio, stai in ascolto della caffettiera, pensi a ieri sera, lasci le mutande, vai a spegnere il caffè, prendi una tazzina dal mobiletto, e la molli lì, vai di nuovo in bagno, non sai perché, ti fiondi a vedere la caldaia, e se mi fossi sbagliata?, ecco che entri velocissimo, ti metti lì davanti, allunghi il collo, stai lì a guardarla, e poi le sorridi.
Adorevole
ciao giovanni ^^