zàn-zàn!
12 gennaio 2012
Che cosa ci sia di strano nell’ascoltare il soffitto che fa rumori,
di notte,
alle due di notte,
è come se il soffitto fosse lo stomaco di quelli che vivono di sopra abbia,
ho pensato a un tratto,
i bruciori di stomaco,
che deglutisce e si rompe,
si contrae e si allunga,
si allunga e si contrae,
digerisce male,
guarda un po’, alle due di notte spostano i mobili,
ma perché spostano i mobili alle due di notte?
e bè,
guardati tu,
ho pensato.
Alle due di notte sei a letto,
lucidissima,
a leggere delle poesie di cui non capisci quasi niente.
Perché sono qui sveglia a leggere poesie di cui non capisco quasi niente?
Non è poi tanto diverso dallo spostare i mobili,
ho pensato subito dopo.
Spostare i mobili alle due di notte sopra il soffitto,
leggere poesie alle due di notte sotto al soffitto,
non è poi tanto diverso,
ho pensato,
è un po’ un mistero.
Perché facciamo così?
Non si sa.
Allora se la metti in questo modo,
ho pensato,
non si capisce neanche perché in camera tua
hai appeso un poster all’armadio
con un albero grandissimo,
un grandissimo albero,
e al centro,
in mezzo ai rami,
disegnato sopra l’albero,
una luna,
uno spicchio di luna,
che nella realtà la luna così non esiste,
non si è mai visto uno spicchio di luna che sta davanti a un albero,
dentro i rami,
disegnato sopra,
in mezzo,
incollato,
appiccicato,
nella notte,
forse una notte d’estate,
perché l’albero è pieno di foglie,
e non ci dev’essere niente intorno,
nessuna luce artificiale,
perché l’albero è di un colore tiepido per la luce dello spicchio di luna.
Allora ecco,
i bruciori,
le poesie,
gli spicchi di luna,
ho pensato,
sono tutti egualmente belli,
si trovano sullo stesso piano di bellezza,
ho pensato,
c’è chi sta sopra e sotto il soffitto,
e chi fuori e dentro gli alberi
zàn-zàn!
